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Cure speciali per un bambino autistico, l’Asp di Palermo sosterrà i costi

Il risultato è stato ottenuto grazie alla battaglia dello studio Palmigiano

 

Un paziente affetto da disabilità grave ha diritto alle cure più adeguate, anche se più costose rispetto a quelle previste dal servizio sanitario locale. È quanto ottenuto, a seguito di diverse contestazioni, dallo Studio legale Palmigiano e che adesso potrebbe aprire nuovi scenari ed essere applicato ad altri pazienti. Nello specifico, il caso riguarda un bambino autistico di quattro anni che, dopo numerose richieste all’Asp di Palermo, andate avanti per mesi, potrà finalmente usufruire del cosiddetto “Progetto di vita” approvato d’intesa tra l’ASP di Palermo, distretto di Bagheria, ed il Comune di Santa Flavia, per il suo sviluppo fisico e del linguaggio grazie al Servizio Sanitario Nazionale. Una battaglia per il diritto alla salute portata avanti dallo studio legale palermitano che ha consentito alla famiglia di avere riconosciuti, proprio attraverso l’approvazione del progetto, la figura di un operatore specializzato a domicilio, con esperienza nel campo dell’autismo, per dieci ore settimanali, la logopedia e la psicomotricità. Si tratta di un primo ma importante passo in avanti, finalizzato all’attività di specifici progetti rivolti a minori disabili, espressamente previsti dal nostro sistema ma che, purtroppo, spesso non trovano applicazione. Le contestazioni hanno inoltre riguardato, e continueranno a riguardare, a seconda degli sviluppi della vicenda, il riconoscimento dei trattamenti improntati sul cosiddetto metodo ABA.
ABA è l’acronimo di Applied Behavior Analysis (Analisi Comportamentale Applicata) e il metodo sviluppato è un’applicazione dei principi comportamentali individuati dalla scienza che studia il comportamento e le leggi che lo regolano. I migliori risultati con l’ABA si ottengono proprio se il bambino ha meno di 4 anni, se segue un intervento intensivo e a lungo termine (almeno un percorso di 2 anni) e quando i genitori hanno un ruolo attivo nella terapia. Nonostante sia stato ormai riconosciuto a più livelli, anche in sede giudiziaria, l’efficacia del metodo, l’Asp di Palermo però non fornisce ai soggetti autistici questo trattamento, negando di fatto al minore la possibilità di curarsi adeguatamente e costringendo la famiglia a sostenere personalmente le significative spese mediche necessarie presso strutture specializzate private, anche fuori dalla Sicilia, al fine di garantire al proprio figlio il migliore trattamento possibile. “Bisogna precisare – spiega l’avvocato Alessandro Palmigiano, che ha seguito la vicenda con il collega Luca Panzarella – che i tribunali hanno più volte riconosciuto, con riferimento al metodo ABA il diritto del minore, affetto da autismo, all’erogazione da parte del Servizio Sanitario Nazionale di un trattamento cognitivo comportamentale modello ABA, trattandosi di prestazioni sanitarie per le quali sussistono evidenze scientifiche di un significativo beneficio in termini di salute […], condannando quindi le aziende sanitarie a fornire i servizi di assistenza necessari o, in alternativa, a sostenere le spese relative alle cure. Per questo – conclude il legale – ci siamo battuti affinché il SSN riconoscesse al minore alla sua famiglia le cure più adeguate, anche se più costose e non previste dalla sanità locale”.