menu

Covid e sicurezza online: come la pandemia ci ha reso più vulnerabili

L’emergenza globale legata al Coronavirus è terreno fertile per i cyber criminali, che sfruttano la crisi per mettere a segno nuovi attacchi. È ciò che emerge dall’edizione 2020 del Threat landscape Report, pubblicato dall’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (Enisa): una panoramica sulle principali minacce informatiche registrate nell’Unione Europea da gennaio ad aprile 2020.

Tra le prime dieci ci sono i malware, i software che disturbano le operazioni svolte da un utente di un computer; seguono gli attacchi web-based e il phishing, l’invio massivo di messaggi fraudolenti mirati all’acquisizione illecita di dati personali e sensibili, come le credenziali di accesso a profili online e conti bancari. Quest’ultimo miete sempre più vittime in Europa: il clima di emergenza legato al Covid-19 ha indotto in errore un gran numero di utenti, preoccupati per i risvolti di una situazione decisamente straordinaria e quindi più facili da raggirare. Gli attacchi includono messaggi con allegati che installano malware sui dispositivi, o link che reindirizzano gli utenti a siti artefatti, in cui vengono richiesti -e sottratti – i loro dati personali.

Ne abbiamo parlato in quest’articolo.

Ci sono poi gli attacchi web-app, il classico spam e i DDoS (Distributed Denial of Service, ovvero interruzione distribuita del servizio), vere e proprie tempeste di richieste verso un singolo sito web mirate a renderlo irraggiungibile. Si aggiungono infine il furto d’identità, il data breach (violazione della riservatezza dei dati personali), l’insider threat (una minaccia proveniente da persone interne a un’organizzazione) e le botnet (reti di computer infettati da un software che li controlla da remoto, per inviare spam o effettuare altre operazioni illecite).

I metodi sono sempre più sofisticati, le intenzioni illlecite restano quelle di sempre: generazione di profitti, sottrazione di dati sensibili, di codici e credenziali, di informazioni personali e aziendali, accesso alla proprietà intellettuale e a documenti governativi.

 

Cybersecurity in azienda, crescono gli investimenti

 

Le minacce si moltiplicano e  le aziende si adeguano: uno studio di  Kaspersky mostra che nell’ultimo anno la spesa in cybersecurity è cresciuta dal 23 al 26% tra le piccole e medie aziende, e dal 26 al 29% tra quelle più grandi.

Il 71% delle imprese ha inoltre dichiarato di voler accrescere ulteriormente gli investimenti in sicurezza informatica e digitale nei prossimi tre anni.

 

L’intervento dell’avvocato Palmigiano a ICCC 2020

Di questo e di altri temi legati alle sfide e alle opportunità della data-driven economy parlerà l’avvocato Palmigiano, unico italiano in un pool globale di esperti, all’edizione 2020 della International Conference on Cyberlaw, Cybercrime & Cybersecurity. La sessione si terrà in streaming venerdì 27 novembre. L’accesso è riservato ai visitatori registrati.